Terminator e I Robot che si ribelleranno all’umanità, scenario possibile ?

Lo Ammetto, sono un fan della saga di Terminator, il film che descriveva la ribellione dei Robot sugli uomini e la guerra tra noi e loro. Da quando ho visto il primo Film della serie mi sono chiesto se quella storia potrebbe diventare Reale.

I Robot e le intelligenze artificiali hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni e lo faranno sempre di più in futuro dunque il fatto che prenderanno coscienza di loro stessi è una cosa reale e fattibile, uno scenario sconvolgente. Spero vivamente che in futuro non dovremmo imbracciare fucili e organizzarci in truppe per combattere schiere di Robot Armati che ci daranno la caccia …

Esperti militari hanno messo in guardia La Voce della Russia dai pericoli rappresentati dai robots armati. L’Apocalisse è vicina.

Oggi dappertutto sono usati  killer robots autonomi da combattimento, droni e sistemi automatici di combattimento. La maggioranza delle macchine al servizio degli uomini è dotata della funzione di “pilota automatico”, ma per ora i robot da combattimento sono privi di questa funzione. Noel Sharkey, docente di robotica e intelligenza artificiale dell’Università di Sheffield (Gran Bretagna) spiega:

Ecco un esempio di killer robot: recarsi in un punto delle coordinate Х e Y, identificare il bersaglio applicando il metodo di emanazione del calore, eliminare il bersaglio. E’ la mentalità però di un robot “stupido”. A far paura è il fatto che esso non sia in grado di identificare chi si nasconde dietro l’emanazione del calore. Possono esserci sia un soldato, sia un ribelle, sia un civile inerme.

Militari e scienziati continuano a perfezionare la precisione di sistemi automatici di combattimento. Secondo il loro parerei robot killer aiuteranno a ridurre il numero di soldati sui campi di battaglia, riducendo in tal modo il numero di vittime.

I ricercatori hanno progettato l’aereo senza pilota Falcon HTV-2, il quale è ora in fase di test. E’ un aereo ad autopilotaggio totale, capace di sviluppare una velocità di 20ri. Un pilota non può pilotare aereo di questo tipo, sarebbe letteralmente fatto a pezzi. Inoltre a questa velocità per un uomo è molto difficile concentrarsi, difficile fare la valutazione della situazione, non farà in tempo a reagire al comando, – ritiene Sharkey.

Il Ministero della Difesa degli USA ha pubblicato un rapporto su sistemi automatici di combattimento nel quale sono specificate le caratteristiche di armi autonome e semi-autonome. Alla fine del rapporto è contenuto l’elenco dei difetti e delle vulnerabilità di tali armi. L’elenco è stato lungo, contenendo aspetti così importanti come la possibilità di violazione da parte degli hacker di sistemi di programmazione, disturbi dei segnali radio, trappole radar, spoofing o intercettazione di un segnale criptato allo scopo di violarlo.

Le tecnologie allo stato attuale – sono un passo verso lo sviluppo e l’impiego dei killer robots che sfuggono al controllo umano. Ora gli algoritmi all’interno del software sono talmente complicati che a volte il sistema segnala errori che l’uomo non è in grado di correggere. Alcuni sistemi interagiscono con altri sistemi e noi non siamo in grado di controllare questa correlazione. Inoltre noi non siamo in grado di controllare la reazione di un sistema a distanza a un segnale ricevuto da un sistema che ha segnalato un errore, – ha espresso i suoi timori Mark Avrum Gubrud, dottore in scienze fisiche e matematiche dell’Università di Princeton.

Considerando la pericolosità dell’impiego di robot-killer autonomi, la decisione al riguardo del loro impiego spetta alle società dell’industria bellica che producono armamenti. L’organizzazione internazionale che si occupa della difesa dei diritti dell’uomo Human Rights Watch insieme con gli specialisti della scuola di legge dell’Università di Harvard ha pubblicato il rapporto intitolato “Perdita dell’umanità: il caso dei killer robot”. In esso si tratta della necessità di rinunciare all’impiego, fabbricazione e progettazione di “killer robots” totalmente autonomi. E’ necessario anche elaborare le norme di diritto internazionale che regolamentino il giro delle macchine da combattimento nel mondo per prevenire la loro fabbricazione fuori controllo.

Bonnie Docherty, il più autorevole esperto per le questioni militari di Human Rights Watch racconta:

Io non credo che i robot, per quanto avessero l’intelligenza computeristica sviluppata, si facciano guidare dagli standard internazionali per la protezione di civili pacifici nel corso di combattimenti. Non saranno trattenuti da alcunché, perfino dalla pietà per i civili, poiché sentono nulla. Inoltre è molto difficile mettere sotto controllo azioni dei killer robots. Le loro azioni fuori controllo possono minare il principio della politica di deterrenza tramite intimidazione.

Ora ci sono specialisti di alta classe e tecnologie avanzate. La maggioranza degli scienziati e dei ricercatori però lancia un appello ai progettisti di non dotare i robot di armi, ma di impiegargli per scopi pacifici. Gubrud ne è convinto:

Che i robot aiutino all’uomo a far fronte ai compiti complessi, ma di routine, mentre le persone devono lavorare con altre persone. L’impiego dei robot al posto degli uomini nei campi dove la vita dell’uomo è in pericolo, è giustificato poiché la vita umana è troppo preziosa e noi dobbiamo prendere cura della nostra vita e della vita di altre persone.

Gli esperti ritengono che i robot debbano operare nei settori pacifici, ad esempio nel settore della produzione agricola o essere impiegati nella sanità. Noi come homo sapiens dobbiamo vietare l’impiego degli indomabili “killer robots”, incanalando i robot nel settore pacifico per aiutare agli uomini, non per ucciderli. La storia ci insegna che sul campo di battaglia ad essere sempre determinante è il fattore umano, che invece i robot possono soltanto copiare insensatamente, almeno oggi.

Forse Fantascenza oppure una cruda realtà a cui stiamo andando incontro ?

Un abbraccio umano da Massimo .

 

Massimo
Massimo