La Fine del Mondo, le 5 Possibili cause .

Davvero suggestivo, quando incredibile pensare che ci siano degli scienziati che se ne occupino veramente. Una canzone del noto cantante Luciano Ligabue si intitola ‘A che ora è la fine del Mondo’ e ci ricorda che la Terra non potrà vivere all’infinito. Non vogliono dirci di certo l’orario, così come richiedeva il cantautore milanese, ma quantomeno la lista delle 5 cause che con ogni probabilità potranno azionarla sì, dal “Cambridge Centre for the Study of Existential Risk”, l’astrofisico Stephen Hawking, l’astronomo Rees, filosofi, studiosi e accademici si sono infatti fissati un importante appuntamento per elencare una serie di ipotesi sulla fine del nostro Pianeta, o perlomeno sulla distruzione della vita umana, regalando inoltre +  una serie di suggerimenti su come evitare l’apocalisse. Si tratta di un vero e proprio elenco delle possibilità con le quali la vita nel nostro pianeta potrebbe sparire, concluso poi con l’appello all’opinione pubblica di spronare i governati ad attuare già da adesso strategie di difesa.

E poiché i leader politici sono concentrati sui problemi a breve termine, occorre che qualcuno suggerisca all’opinione pubblica internazionale quali sono i pericoli più realistici e con quali mezzi si potrebbero contrastare”. “La fine del mondo non è una trama da cinema”, aggiunge Rees. Ma dopo tutto quello che si è detto e scritto sul global warming e i ghiacciai himalayani che dovevano sciogliersi e il club di Roma che annunciava la fine del petrolio decenni fa, dopo tutto questo, viene da pensare che gli scienziati forse farebbero meglio a concentrarsi sullo studio del passato più che lambiccarsi sulle previsioni, poco scientifiche, del futuro.

Ecco la lista dei rischi: Rischio 1, i robot che prendono il controllo del mondo fino a sterminare gli umani, o perlomeno l’architettura ingegneristica della finanza globale; 2, il terrorismo digitale che fa piombare il mondo dall’era del petrolio e dell’elettricità e di Internet a quella degli archi e delle frecce; 3, le pandemie globali neanche fossimo in World War Z; 4, l’immancabile e immarcescibile “global warming”, il riscaldamento climatico, i gas serra, l’inquinamento e quindi tempeste, tsunami, uragani, raffreddamento o riscaldamento totale della Terra; 5, le vecchie guerre, come un conflitto nucleare su larga scala. Secondo Lord Rees, ex presidente della Royal Society “A noi occidentali può apparire un mondo più sicuro di quanto sia mai stato in passato, ma invece è più vulnerabile di come sembra.

 

Massimo
Massimo