After Life Team, Nuova collaborazione con Ufosecret, Il loro primo racconto.

Era una notte giovane e promettente……i chilometri si accorciano sempre più col passare del tempo. La segnaletica indelebilmente ci passò oltre lasciando alle spalle tutta la strada fatta per arrivare là. Là dove ci attendeva un’investigazione che aveva tutto ciò che noi non ci aspettavamo potesse accadere da lì a poco. Di giorno un luogo calmo, tranquillo…quasi dalle energie positive. Di notte tetro ed oscuro. Ma non fu quello ad allarmarci perché ormai il buio ed il tetro sono i nostri compagni di avventure ogni volta che ci inoltriamo ad indagare in un dato luogo.

Parcheggiamo ed appena scendiamo dalla macchina Io ed Alessia cominciamo ad avere delle sinistre sensazioni, mentre Roberto e Silvia son dediti al controllo e messa a punto della strumentazione. Quasi come se un qualcosa fosse lì in attesa solo per noi. Non facendoci intimorire da ciò e facendoci forza con l’arma più potente che abbiamo, la fede, ci incamminammo verso questo edificio dalla storia quasi centenaria, con funzionalità molteplici lungo il suo percorso esistenziale. Non appena giungiamo ai margini del nostro “prescelto”, abbiamo tutti noi una sensazione opprimente ed allo stesso tempo come se fossimo al centro di un cerchio di entità tutte attorno a noi che guardavano cosa stessimo facendo. Appena fatti due passi per vedere la facciata di questo colosso, io ed Alessia sentiamo entrambi un ruggito provenire attorno a noi. Questo edificio è stato costruito nel mezzo di un bosco, ma attorno a noi non c’era anima…….viva. Un po’ costernati da ciò che abbiamo sentito proseguiamo verso il piazzale dove presumibilmente i bambini di un tempo erano dediti alla attività fisica di gruppo, con campi da basket e spazi aperti. Ma, come d’incanto, tutti noi alzammo lo sguardo e rimanemmo atterriti. In mezzo al bosco, le foglie dei rami erano posizionate in modo tale da formare una croce di colore bianco ed essa era più chiara rispetto al contorno che vedevamo del posto. Croce che ci incuriosì, in quanto l’avevamo vista a fianco ad una costruzione più moderna ed abbandonata anch’ essa. Decidemmo di entrare, dato che durante un sopralluogo avevamo notato una sorta di piccolo altarino, come se qualcuno avesse perso la vita in quel luogo. Salimmo ed andammo verso questo altarino e decidemmo di usare la nostra Spirit box: una radiolina modificata con la quale le entità posso interagire attraverso le frequenze e le onde elettromagnetiche.

 

Cominciammo subito la sessione facendo le domande più banali. Se fosse presente qualcuno, in quanti fossero ed altre domande. Ripetemmo la prima domanda più volte, ovvero se ci fosse qualcuno li con noi…E la Spirit, posizionata a fianco di questa sorta di altarino con fiori e candela, con sopra l’immagine di Gesù, diede la prima risposta. Risposta che ci incuriosì. Sentimmo la voce di questo uomo…ragazzo che diede risposta affermativa alla nostra domanda. In seguito gli abbiamo chiesto il suo nome e ce lo diede…si chiamava Andrea….proprio come il sottoscritto. Al momento eravamo molto eccitati perché comunque stavamo avendo dei risultati netti ed indiscutibili. E ciò era solo l’inizio perché, alla domanda se qualcuno fosse morto li, la risposta era e doveva a quel punto essere una sola…SI.

A quel punto a Roberto gli venne l’illuminazione di porgli una domanda molto netta e precisa: Come sei morto? Domanda che lasciava pochi spazi ad interpretazioni e dubbi……a quel punto o ce lo diceva o sennò rischiavamo che potesse finire lì la nostra conversazione, perciò decise di tentare il tutto per tutto e gli pose quella domanda. Così dalla Spirit ricevemmo una risposta con la stessa voce che precedentemente ci aveva risposto fino a quel momento, ci disse la parola che ci lasciò ammutoliti per un po’…IMPICCATO.

 

Per evitare che potesse essere una interferenza di una stazione radio, glielo chiedemmo di nuovo. E la medesima voce che, fino a quel momento, aveva comunicato con noi, ci confermo di nuovo…IMPICCATO….IMPICCATO.

Dopo questi risultati, decidemmo di andare davanti alla entrata dell’edificio principale a fare qualche foto e stranamente, senza che nessuno la impostasse perché succedesse, la macchina fotografica, tra i vari scatti, ne sovrapposizionò due…una buia ed una con l’alessia. Ora, con le digitali non può succedere che si sovrapponevano autonomamente senza che non vi sia data la possibilità da noi. Cosa che ci lasciò molto perplessi. Come se non bastasse, avvistammo dei piccoli di cinghiale che ci guardavano fermi. Le cose non si stavano mettendo per nulla bene. Prima il ringhio, poi la croce luminosa, i risultati incredibili che abbiamo ottenuto con la Spirit, lo strano fenomeno con le foto…tutto lasciava presagire che ci fosse una qualche forza che non ci volesse li. Fatte le foto decidemmo di togliere il disturbo. Stranamente avevamo la sensazione che il buio fosse diventato più scuro del solito. Una strana inquietudine era nell’aria ed anche Alessia non vedeva l’ora di uscire da li. E se lo dice lei…è meglio crederci. Piu velocemente che potessimo eravamo giunti all’uscita. Ma eravamo ben lungi da essere usciti da questo vortice. Strane sagome sembravano seguirci come volessero essere sicure che ce ne andassimo.

Riponevamo l’attrezzatura e, facendolo, sia Alessia che Silvia notavano una ombra oscura dietro a me e Roberto. Ad un certo punto non ebbi più il controllo delle mie sensazioni. Cominciavo a sentire rabbia, rancore…quasi odio e non sapevo il perché. Fortunatamente avevo a fianco un team che sapeva come gestire certe situazioni e sono riuscito ad uscirne in tempi tutto sommato brevi.

 

Dopo questa indagine abbiamo fatto delle approfondite ricerche ed abbiamo potuto constatare che due anni prima, in quel luogo dove ora sorge un piccolo altarino, si era suicidato un ragazzo di 27 anni…impiccandosi…. Torneremo presto per continuare quello che abbiamo lasciato in sospeso….

Massimo
Massimo