Robot Killer, sono arrivati …

Buongiorno Lettori,  Ieri sera per caso a Milano ho deciso di rivedermi un Film Cult di qualche anno fa. Sto parlando di Terminator. Le gesta di Un Schwarzennegger in forma Robotica mi ha fatto sempre pensare :

E se l’intelligenza artificiale prendesse veramente il controllo ?

E se un Robot super armato iniziasse veramente a pensare di eliminarci ?

E se le tre leggi della Robotica di Asimov non fossero più valide ?

Leggiamo insieme questo articolo dove, purtroppo i Robot Militari già esistono e saranno sempre più protagonisti nel bene e nel male delle prossime guerre e conflitti mondiali .

I robot killer sono robot militari potenzialmente in grado di sostituirsi ai soldati sul campo di battaglia. Dotati di intelligenza artificiale e con capacità decisionali autonome, promettono – o minacciano – di rivoluzionare il modo di fare la guerra. Secondo il Dipartimento della Difesa americano, entro il 2050 gli eserciti saranno formati quasi esclusivamente da robot killer capaci di selezionare e colpire obiettivi senza l’intervento umano, senza che nessuno prema un pulsante. Sceglieranno loro come e quando sparare.

Robot killer, benedizione o sciagura?
Sui robot killer gli scienziati si dividono: per alcuni, i più entusiasti, saremmo di fronte a un’autentica rivoluzione bellica – la terza dopo l’invenzione della polvere da sparo e delle armi nucleari – che consentirebbe di ridurre drasticamente le perdite tra i soldati. Secondo altri, invece, un’eventuale corsa agli armamenti “intelligenti” sarebbe una sciagura e significherebbe autorizzare un uso distorto e pericoloso dell’intelligenza artificiale. I robot da guerra sono “una pessima idea – si legge in un appello firmato da oltre mille scienziati – immaginate cosa succederebbe se finissero nelle mani di terroristi e dittatori: verrebbero utilizzati per eseguire attentati, colpi di stato, operazioni di pulizia etnica”.

Robot killer e terrorismo
I manager di 24 Stati hanno chiesto alle Nazioni Unite di mettere al bando i robot killer. Nell’estate 2017, 116 imprenditori del settore della robotica e dell’intelligenza artificiale hanno firmato un appello all’Onu. Il pericolo, dicono, è che i robot killer possano essere utilizzati anche dai terroristi e possano diventare protagonisti di guerre capaci di distruggere l’umanità.
Tra i firmatari dell’appello ci sono anche Elon Musk, esperto di intelligenza artificiale, e Mustafa Suleyman di Google. Questi robot, affermano, possono finire nelle mani del terrorismo ed essere utilizzati contro persone innocenti.

Robot killer sono la negazione delle leggi di Asimov
Vista la loro la “facoltà” di uccidere, i robot killer pongono anche un problema di tipo etico-giuridico: se per un errore di valutazione dovessero sbagliare obiettivo e colpire ad esempio dei civili, di chi sarebbe la colpa? Di chi li ha costruiti, di chi li ha programmati o del comandante dell’operazione militare?
Da un punto di vista puramente letterario, invece, i robot da guerra rappresentano l’esatto rovesciamento delle tre leggi della robotica di Isaac Asimov, in particolare della prima legge che dice che “un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che a causa del proprio mancato intervento un uomo riceva danno”.
Robot killer: Usa, Corea e Gran Bretagna fanno le prove generali
Le implicazioni di carattere morale e legale derivanti dall’uso dei robot killer non sembrano tuttavia preoccupare Paesi come gli Stati Uniti, la Corea del Sud e la Gran Bretagna che stanno già sperimentando robot semi autonomi – per lo più droni militari – con scopi offensivi e compiti di sorveglianza. Uno di questi è il Samsung Techwin SGR-A1, un robot sentinella progettato per essere utilizzato nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree. Dotato di intelligenza artificiale ed equipaggiato con videocamere a infrarossi, mitragliatrice e lanciagranate, questo robot da guerra può individuare e colpire bersagli in movimento in un raggio di 3,2 km. Per il momento viene ancora comandato a distanza, ma in futuro potrebbe fare tutto da solo.

Tra i “precursori” dei robot killer c’è anche Taranis, un drone britannico con un alto grado di autonomia. Prodotto da BAE Systems, Taranis è invisibile ai radar e può trasportare armi, anche se almeno inizialmente sarà utilizzato per missioni di intelligence in territorio nemico. Lo sviluppo del primo prototipo, finanziato in parte anche dal Ministero della Difesa inglese, è costato circa 220 milioni di euro.

Signori , benvenuti nella nuova era Robotica … e che la guerra abbia inizio .

Massimo

Massimo
Massimo