Buongiorno Lettori, Ogni giorno, al bar o al ristorante o ovunque noi siamo spendiamo dei soldi per acquistare o semplicemente bere un caffè.

Ma chiediamoci per un attimo : Ma da dove vengono questi Pezzi di carta o metallo che abbiamo in tasca o nel portafoglio ? Chi li crea ? Chi gli ha dato un valore nominale di mercato ?

Leggiamo e commentiamo un articolo sul Signoraggio Monetario, Grande truffa a danno di tutti per renderci Schiavi del Denaro ?

Oro, carta, bit.. evoluzione naturale o comodo aggiustamento tecnologico?
Le monete d’oro avevano un valore intrinseco (il costo di fabbricazione) piuttosto elevato. Il «signore» che coniava queste monete imprimeva loro un valore nominale superiore al valore intrinseco per poterci guadagnare e permettersi così un «aggio» economico, politico, sociale (e psicologico) notevole.
Infatti questo Potente, ricevendo oro da ricchi commercianti o direttamente da proprie miniere o da altre monete di altri regni/signorie (una moneta d’oro è per lui a tutti gli effetti una piccola miniera), lo convertiva in moneta sonante, incidendo la sua effige su una delle facce, per “ufficializzare” il “pezzo monetario” da lui appena creato (coniato). In questo modo la moneta diventava “LEGALE” e poteva circolare nel regno. Era quindi una sorta di “garanzia” e per questo al Re spettava un “guadagno”. Dato che il pezzo monetario era “certificato” non occorreva più, in teoria, sottoporlo a pesi e misure (ed “assaggi”) per stabilirne la “bontà”. La moneta era BUONA perché il Re diceva che era buona. C’aveva messo la faccia, letteralmente.
In soldoni: se per poter acquistare (ed ecco il famoso “potere d’acquisto”) una mucca o pagare un milite occorrevano 10 grammi di oro allora il Signore (lui e soltanto lui) poteva creare una moneta LEGALE che dichiarava costituita da 10 grammi d’oro mentre in realtà in fase di conio ne avrebbe impiegati solo 9 grammi (con l’aggiunta di 1 grammo di metallo non nobile). Ad esempio poteva chiamarla «UN FIORINO»*.
* non dimentichiamo che stiamo facendo didattica e quindi forziamo un po’ negli esempi i termini storici: nel 1252 il fiorino pesava 3,54 grammi ed era in oro 24 carati; l’attento Lettore ricordi la citazione dell’omino al ponte che chiedeva dazio nel film di Troisi/Benigni “Chi siete.. che portate? Un fiorino!”;
In questo particolare contesto il Re/Signore si arrogava sia il monopolio di creazione di moneta sia il lucro proveniente dalla fabbricazione monetaria stessa, dato dalla differenza tra costo di realizzo e potere d’acquisto finale, in pratica otteneva un “aggio” da questa semplice azione di creatore di moneta.

Quindi il «signoraggio» e’ l’aggio del signore, cioe’ la differenza tra il valore nominale dichiarato (10 grammi) e valore intrinseco effettivo (9 grammi): un grammo d’oro per ogni moneta creata.

Chi riceveva la moneta poteva, da quel momento, farne libero uso e avere un potere d’acquisto fisso, determinato dal valore nominale «un fiorino». Questo almeno in teoria. Nella pratica, con l’aumentare della avidità del Re, si determina un abbassamento* (svilimento) del livello (ossia della percentuale) di oro nel “pezzo monetario” (periodicamente ritirato e rifuso dal Re stesso) e così, alla fine, per la stessa mucca, saranno chieste in pagamento DUE monete: ecco l’inflazione.
|*| lo stesso fiorino nel 1402 peserà grammi circa 3,33 grammi;
Dato che la moneta, come il cervo, era solo del Re (oggi infatti la moneta metallica è “stampata” dallo Stato, su quantità, però, decise dalla BCE), il banchiere che aspirava allo stesso (e possibilmente maggior) AGGIO si inventa il “credito” e lo spaccia come fosse moneta sonante. (- THAT’S A BINGO! – YOU JUST SAY “BINGO”).

Stiamo didatticamente parlando di un Tempo in cui i “bit” ancora non si sono palesati e la massima tecnologia concessa è la carta. Perciò quando alla moneta-oro si sostituisce la carta-moneta il discorso peggiora per chi ha necessità di ottenere moneta tramite prestito e il signoraggio per il neo-banchiere arriva al 100% (e oltre, dato che c’è SEMPRE un interesse da pagare). Condensando mille anni in poche righe: il banchiere, che custodisce l’oro di un cliente, concede a un secondo cliente (richiedente un prestito) della cartamoneta invece di quell’oro. Questo perché il banchiere rilasciava delle ricevute per l’oro depositato, delle “note” (di banco, dove operava) attestanti il deposito effettuato. Da “nota di banco” a “banconota” il passo è breve oltre che comodo (per approfondimenti vedi il pannello informativo «Cos’è la riserva frazionaria»). Quindi si ritenevano, queste banconote, pari all’oro (un pezzo di oro = una ricevuta, e viceversa). Ma l’oro non era duplicabile* mentre la carta sì. Inoltre la moneta-oro era esclusività del Re (pena la morte) e la manipolazione in pesi e misture era in una percentuale limitata (neanche il re poteva fare una moneta completamente di piombo e cederla come fosse oro!). Prestando quindi cartamoneta il neoIGB di fatto crea nuova [pseudo] moneta dal nulla, poiché non toglie al primo (cliente) ma al tempo stesso elargisce un certo “valore nominale” al secondo – colui che prende in prestito carta-moneta. Al banchiere il fatto di prestare della carta stampata con costo per lui irrilevante non gli toglie minimamente il sonno e vive tranquillamente pur pretendendo un pagamento di interessi (magari in oro!) sul prestito concesso. Quindi la carta diventa moneta** ma stavolta con una “signoria” diversa.
|*| da questo nasce l’attaccamento per l’oro dei cc.dd. “libertari” (Mises, Hayek, de Soto) e la loro avversione alle banche centrali ma soprattutto al governo statale, che avrebbe permesso al banchiere di rubare impunemente;
|**| per il concetto “la carta diventa moneta” vedi il pannello informativo «Il valore indotto di Auriti»;
Alcune persone (poche miliardi al Mondo) non capiscono questo semplice passaggio però sono capaci di farti notare come un pezzo di carta da 1 fiorino viene speso dal cliente che lo ha avuto in prestito per esattamente “1 fiorino”, come fosse in oro e quindi, essendo la carta capace di acquistare comunque la stessa mucca, non c’è differenza tra le due monete e perciò la carta ha commercialmente lo stesso valore dell’oro. Non capiscono che questa loro “scoperta” “è un’aggravante, non è un’esimente” [cit. Auriti] della Faccenda SIGNORAGGIO.
Queste persone, nel tentativo di contrastare la tesi dell’Auriti (o del PRIMIT), confermano quanto di più fondamentale c’è nella tesi rivoluzionaria stessa, ossia che:
la moneta e’ una convenzione sociale e non necessita di alcuna copertura. basta solo la volonta’ comune di accettare una QUALSIASI cosa, collettivamente prescelta, come moneta.
E proprio perché la carta (e il bit) hanno dimostrato avere “potere di acquisto” che non bisogna permettere a un privato di creare moneta dal nulla, senza corrispettivo. Non gli compete, giuridicamente.
Non mi piace il loro apparente disinteresse per il pericolo in corso e a volte sospetto la loro buona fede per il depotenziamento che svolgono riguardo la posizione [semi divina] di creatore dal nulla (ex-nihilo) di quella carta, ossia di quella particolare moneta. Il piccolo IGB lucra arrogantemente sulla carta come il Re lucrava sull’oro e sappiamo che il lucro “aritmetico” è solo una parte dell’aggio del signore (non per difendere il signorotto medievale ma IGB non ha neanche i vincoli dell’oro e non ha le responsabilità politiche di essere Re).
«Per essere più ricco di te non occorre che io abbia 1.000 e tu 50, basta che io abbia 0 (zero) e tu -20 (menoventi). Questo fa di me il tuo Signore. Il signoraggio è l’agio del «signore» e non il sacchettino di monete d’oro sotto al mantello del Re.» [sandro pascucci, 2006]
Pare che ci si preoccupi più di non entrare con le zampe nel ruscello dove si beve che dello zozzone a monte che facendocivisi il bagno* sporca tutta l’acqua.
|*| avevo scritto “..che ci sta pisciando dentro”. Meno male che rileggo sempre prima di stampare i miei pezzi!;
Mi son sempre chiesto se ci sono o ci fanno: è semplice superficialità o ignoranza o davvero non vedono il potere di creare moneta?
Altri ancora, particolarmente intelligenti (con intelligente = una laurea), chiamando a sostegno compari ancora più intelligenti (laurea in economia o affine) sostengono di aver capito tutto (loro et solo loro) del vero meccanismo bancario e poco pazientemente ti spiegano che riportando la carta al banchiere questi la distrugge, cosicché il debito è saldato e pertanto il suo vero lucro è “solo” sugli interessi.
La mia innata e infinita curiosità verso la fesseria umana mi porta a porre loro delle semplici domande:
«Certo (ammessa sia vera la storia della distruzione), ma nel frattempo? Chi è il Re e chi il suddito? Tu hai lavorato, hai faticato, hai sudato per restituire quei pezzi di carta o no? Il fatto che ti vengono bruciati (?) davanti agli occhi non ti da’ un pò noia? Non ti viene il dubbio che (per lui-banchiere) non avevano valore? Quando un amico ti restituisce la macchina che gli hai prestato.. che forse tu le dai fuoco? Inoltre, fintanto ci sono n-prestiti in circolazione, rinnovabili, QUANTO e PER QUANTO tempo si è sudditi? Gli interessi richiesti (non creati dal Sistema) sono COMUNQUE un surplus NON DA POCO e il fatto di creare moneta (il capitale) dal nulla è un potere non concentrabile in un singolo individuo della società (un semplice privato, che cura i SUOI interessi privati) né questo potere è cedibile (abdicabile) a questi signorotti redivivi (ecco chi è IGB: la teorica “summa” dei banchieri internazionali). Inoltre la creazione di moneta dal nulla FALSA la realtà. Commercialmente parlando si crea un mondo irreale, in quanto il valore nominale del prestito GONFIA la massa monetaria circolante nel mercato, influenzando negativamente i prezzi, ad esempio. Quindi gli investimenti e il mondo imprenditoriale con le sue scelte strategiche. Si gonfia in maniera INNATURARE, salvo poi SGONFIARSI, con il periodico rientro e conseguente (teorica) distruzione del capitale imprestato (quello, cioè, prima creato dal nulla). E’ giusto questo? E’ sano per l’economia e la società che vi lavora? Perché le leggi di approvvigionamento del capitale valgono per tutti ma non per IL GRASSO BANCHIERE? Tutti gli attori del libero mercato devono trovare un capitale per funzionare, tranne le banche che lo creano dal nulla. Anzi: fanno di questa la loro attività principale. La banca è un’industria che si è ritagliata un’attività su misura: rifornisce tutte le altre industrie con una materia prima (la moneta, il denaro) che per lei non ha costo. Chi crede che questo POTERE non trovi SBOCCHI irresponsabili quando non ILLECITI? E’ assurdo pensare che il banchiere paga il politico per avere Leggi a lui consone e permettere di mantenere il POTERE ASSOLUTO?»
Torneremo su queste domande e sulle attese risposte.
Diverso lo Signore, istesso lo vizio.
Ho contattato la BCE* e la Sig.ra Taylor in persona mi ha confermato che Le bastano meno di 10 (dieci) centesimi di euro in media per stampare una banconota da 5 (cinque) euro o da 500 (cinquecento) euro.
|*| Fino a circa 10 anni fa la Banca di Inghilterra (BoE, Bank of England) invece spendeva dai 2,86 ai 3,69 pence per un pezzo (“sterlina”) di carta, anche se ora usa un polimero (pare riciclasse 700 milioni di pezzi di carta in compostaggio e ora è preoccupata della scelta antiecologica, anche se dicono che la nuova sterlina duri fino a 2 volte e mezzo di più della vecchia cartaccia!). Più precisa è la Federal Reserve “ameregana” (FED per l’amici, ossia per i banchieri): dai 5,5 centesimi di dollaro per un biglietto da 1 e 2 dollari ai 14,3 centesimi per un pezzo da 100 dollari.
Il funzionamento è uguale in tutto il Mondo ma noi studieremo il caso europeo. [esempio A e B] Una banconota dal valore facciale di 100 euro ci costa effettivamente 100 euro (o 5 euro quella da 5 euro o 500 quella da 500). Paghiamo, in termini REALI di lavoro, 100 euro per averla. Eppure tutti sappiamo* che la sua produzione da tempo non è più legata all’oro (non ha più ‘copertura’ e non è più ‘convertibile’).
|*| si fa per dire: «APS PRIMIT» ha svolto dei test goliardici e interviste nelle piazze italiane che rivelano una imbarazzante percentuale di ignoranza sul tema;
Ma perché la banca (ci) fa pagare così tanto una banconota da pochi eurocents? Perché mai alla BC paghiamo un così alto valore nominale per un pezzo di carta dal costo (per LEI) irrisorio?
Quando prendiamo una banconota* dalla BC, diventiamo debitori di quel pezzo monetario verso la BC stessa e quindi quest’ultima pensa bene di iscrivere la voce relativa (“banconota”) come “credito” nell’ATTIVO del bilancio «Stato Patrimoniale» (SP).

ADESSO VEDIAMO UN ESEMPIO DELL’ILLOGICITA’ del DENARO

MOMENTO 1 (non importano i pesi o i valori o le divise o l’anno):
– il banchiere ha “UN oro” (suo, di proprietà);
– se chiedo “UN oro” devo portare “UNA garanzia”, cosicché, se scappassi con “UN oro”, il banchiere non ci perderà, rifacendosi sulla mia “UNA garanzia”, che si suppone economicamente equivalente al suo, ormai fuggitivo e quindi ex, “UN oro”;
MOMENTO 2:
– il banchiere ha “UN oro” (non suo ma in deposito conto terzi);
– se chiedo “UN oro” devo portare “UNA garanzia”, cosicché, se scappassi con “UN oro”, il banchiere non dovrà dire al suo cliente che non è più proprietario di “UN oro” e non dovrà rimborsare di tasca propria (sempre rifacendosi sulla “UNA garanzia”);
MOMENTO 3:
– il banchiere ha creato l’equivalenza “UN oro” = “UNA banconota” (facciamo finta che la rispetti pure);
– se chiedo “UNA banconota” devo portare “UNA garanzia” (in fondo il piccolo IGB mi sta dando l’equivalente di “UN oro” e se fuggissi.. vedi momenti 1 e 2);
MOMENTO 4:
– no oro dietro (in copertura) la banconota;
– se chiedo “UNA banconota” devo portare “UNA garanzia”.. mhmm.. e perché, di grazia? “Solo” perché (il banchiere) l’ha scritta in “UNA colonna” particolare di “UN bilancio”? Questo lo faceva anche prima (e con LEGITTIMITA’ – logica, legale, etica, pratica, contabile). Ma ora? Questa scrittura contabile ELEVEREBBE materialmente la sua* banconota DI CARTA COLORATA al VALORE REALE del mio bene dato in GARANZIA? Nun credo proprio! Ciò è ILLEGITTIMO**!
|*| l’ha stampata lui, il “pezzo monetario” è legalmente suo;
|**| illegittimo e illegale sono QUASI sempre sinonimi. Quasi sempre. La Treccani spiegherà meglio al curioso Lettore quando no. Secondo me una cosa illegale può essere legittima (uccidere è illegale ma per legittima difesa..); inoltre non si può VAPORIZZARE tutto ciò che è fuori dalla “legalità” (pensiamo ai figli illegittimi del Codice Civile..);
Quindi chi crea moneta ALTERA tramite scritture contabili (manipola, eclissa, nasconde, sfrutta, ruba, s’entasca, magheggia.. il termine dipende dal grado di complottismo del Lettore) la natura GIURIDICA della stessa.
Questo vuol dire che il Signore moderno, ossia chi oggi CREA moneta, ha un potere enorme (nel caso della BCE in Europa o la Federal Reserve negli USA) a fronte di una spesa irrisoria.

Che sia un complotto per renderci schiavi per tutta la vita ?

Il filo sottile tra Complotto e Verità è sottile …

Cordialità

Massimo

Massimo
Massimo