Astronauti Scomparsi nel nulla. Eroi Dimenticati o da Dimenticare ?

Spesso leggo i libri di storia che sono pieni di eroi che hanno segnato il nostro tempo. Molti di Loro sono anche Astronauti quali il Russo Gagarin oppure il mitico Buzz Aldrin. Mi sono chiesto… ma possibile che tutte le missioni spaziali siano andate sempre benissimo ? Oppure in orbita ci sono decine di Astronauti che non ce l’hanno fatta ?

Gli astronauti scomparsi nel nulla

Nella storia dei viaggi spaziali mancano all’appello numerosi astronauti morti in missioni spaziali, dei quali non vi è traccia nella storia ufficiale perché le autorità non hanno mai ammesso la loro morte, spesso negando l’evidenza. Infatti, le autorità hanno provveduto a negare la missione spaziale o a dichiarare che si trattasse di un veicolo senza persone a bordo, mentre gli astronauti scomparsi sono stati dichiarati morti in seguito ad incidenti non collegati a missioni spaziali. La negazione di tutte queste morti nello spazio non è legato solo a missioni spaziali top-secret, ma anche a non rovinare l’immagine di superpotenze durante la corsa nello spazio.

Le superpotenze hanno da sempre ufficialmente un doppio programma spaziale, uno con scopi scientifici ed un altro con scopo militare.

Di quello militare, è impossibile avere qualsiasi informazione perché è coperto dal più alto grado di top secret, anche se è sicuro che sono stati mandati nello spazio tantissimi satelliti militari ed un considerevole numero di persone. Sapere quindi dettagli concreti in merito è impossibile.

Il programma spaziale scientifico, poiché è stato reso quasi interamente pubblico, permette di ricostruire gran parte degli eventi che sono stati tenuti nascosti al pubblico.

Di notevole importanza sono le numerosi morti di astronauti russi avvenute quando l’unione sovietica primeggiava nella corsa per lo spazio, che non sono mai state rese ufficiali ma su cui esiste un’ampia documentazione. In particolare, hanno contribuito in modo decisivo i fratelli Judica Cordiglia, due persone appassionate dei viaggi spaziali che erano altamente esperti nel campo della telecomunicazioni e della radio. Essi negli anni’50 e ’60 intercettarono numerosi segnali telemetrici e di comunicazione in fonia tra la Terra e lo Spazio durante missioni sia sovietiche che americane grazie ad apparecchi autoprogettati. Le intercettazioni furono documentate scientificamente ed alla presenza di molti testimoni, e diedero molta notorietà ai due fratelli in quanto furono i primi a captare l’audio di importanti missioni spaziali e soprattutto captarono l’audio relativo a missioni spaziali sovietiche sconosciute in cui persero la vita degli astronauti.

I sovietici diramavano scarse informazioni sulle loro missioni spaziali ed annunciavano i loro lanci solo quando già avvenuti: questo permetteva di diffondere solo le missioni spaziali andate in modo perfetto.

Le intercettazioni  

Gli esperti fratelli Judica Cordiglia si dotarono di una potente stazione ricevente, e con la loro bravura riuscirono a captare molti messaggi dei cosmonauti sovietici. Ciò fu sopratutto possibile in quanto tali astronauti utilizzavano particolari frequenze rintracciabili quando nell’orbita si avvicinavano al territorio sovietico, ed i due fratelli, trovandosi nel nord italia, erano in una posizione ideale per tali intercettazioni. Anche i segnali dei veicoli spaziali americani furono captati.

Dal 1957 i fratelli Judica Cordiglia riuscirono a captare i segnali, le conversazioni e persino le immagini dei principali voli spaziali dell’epoca, dal primo satellite in orbita, lo Sputnik, al primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin.

Nel 1961, alcuni centri di ascolto nel mondo, tra cui quello degli Judica Cordiglia, captarono un segnale di un satellite sulle frequenze sovietiche, non annunciato da Radio Mosca. Due mesi dopo, l’annuncio che una nuova nave spaziale era in orbita con a bordo il cosmonauta Gherman Titov. Molti affermarono che la missione fosse già stata effettuata due mesi prima, in giugno, e che la voce di Titov fosse stata registrata e poi ritrasmessa successivamente.

Ma i fratelli Judica Cordiglia documentarono anche l’esistenza di astronauti sovietici morti durante le missioni spaziali. I due registrarono 14 voli sovietici con equipaggio umano non ufficialmente annunciati che si sono conclusi tragicamente. Di alcuni di questi casi è stata prodotta ampia documentazione, attrassero molto l’attenzione dei media di tutto il mondo, nonché dei servizi segreti, e saranno qui di seguito esposti.

È bene precisare che gli USA conoscevano i fallimenti russi, ma in un situazione vicino ad una terza guerra mondiale gli USA cercavano di provocare il meno possibile l’URSS, e quindi evitarono ufficialmente di fare dichiarazioni relativi ai fallimenti sovietici non resi ufficiali.

SOS A TUTTO IL MONDO dal vero primo uomo nello spazio

Il 28 novembre 1960, 135 giorni prima del lancio ufficiale del primo uomo nello spazio, i fratelli Judica Cordiglia in Italia e l’osservatorio di Bochum captarono e documentarono un messaggio dallo spazio in alfabeto MORSE: un SOS A TUTTO IL MONDO, ripetuto in continuazione. L’analisi scientifica del messaggio mostrò che non poteva trattarsi di un satellite in orbita attorno alla Terra, ma che si trattava di un veicolo spaziale in allontanamento della Terra. In effetti, in quel periodo molti sospettavano di un imminente lancio sovietico con un uomo a bordo, e probabilmente si trattò del primo uomo andato nello spazio, ma che per qualche errore o guasto finì in rotta di allontanamento dalla Terra, condannando così il pilota ad una morte inesorabile. L’URSS cercò di coprire la faccenda dichiarando goffamente che si trattava di un veicolo senza persone a bordo.

Un uomo in agonia nello spazio prima di Gagarin

Il 2 febbraio 1961, 69 giorni prima del lancio ufficiale del primo uomo nello spazio, i fratelli Judica Cordiglia, sintonizzati sulle frequenze sovietiche, documentarono dapprima strani suoni provenire da un oggetto che ruotava intorno alla Terra e successivamente furono registrati dei battiti cardiaci ed il respiro di un uomo in agonia. L’analisi scientifica di queste intercettazioni portarono all’inevitabile conclusione che i sovietici avessero mandato un uomo nello spazio ma la missione era andata male e l’astronauta stava morendo per asfissia. Anche qui, l’URSS cercò di coprire la faccenda dichiarando goffamente che si trattava di un veicolo senza persone a bordo.

La drammatica morte della prima donna nello spazio

Nel maggio 1961 circolavano voci di un imminente ed importante nuovo lancio spaziale sovietico con persone a bordo, di conseguenza iniziarono i monitoraggi dei fratelli Judica Cordiglia delle frequenze sovietiche e riuscirono ben presto a registrare e documentare delle comunicazioni tra una base di lancio sovietica e tre persone nello spazio, di cui 2 uomini ed una donna (la prima nello spazio). I discorsi, col passare del tempo, si facevano sempre più concitati e rapidi, ed evidenziavano difficoltà tecniche per gli astronauti. Di particolare effetto una delle frasi pronunciate dalla donna “…Già, tanto questo il mondo non lo saprà”. Ben presto la situazione dei cosmonauti sovietici precipitò diventando drammatica: i dialoghi evidenziavano la mancanza la mancanza di ossigeno e di forze, la noncorrispondenza dei dati ottenuti dalle macchine. Le trasmissioni durarono per 7 giorni, finchè,dopo la mattina del 23, le voci maschili scomparvero. Al transito successivo, si sentì solo la voce femminile che diceva di sentire caldo, di non avere ossigeno e continuamente chiedeva se sarebbe rientrata, se sarebbe precipitata. Infine, la donna prese a urlare per il caldo finché dopo averlo urlato un’ultima volta, indicando che vedeva una fiamma, il segnale si interruppe, sostituito da un fruscio.

L’analisi scientifica di tali intercettazioni evidenziarono la presenza di una missione spaziale sovietica andata male, il cui scopo era compiere il maggior numero di rivoluzioni fino ad allora e portare una donna per la prima vola nello spazio. Ma evidenti problemi hanno impedito il ritorno sulla Terra finché, essendo quasi terminato l’ossigeno, si tentò il rientro ed il veicolo spaziale finì bruciato nell’atmosfera.

Un’astronave che si perse nello spazio

Il 14 ottobre 1961 i fratelli Judica Cordiglia captarono una conversazione tra una voce maschile russa proveniente dallo spazio e una base sovietica a Terra, al transito successivo si riuscirono a captare solo poche parole e a quello successivo solo segnali telemetrici, dopo il quale scomparve e non diede segni di rientro sulla Terra. L’analisi delle intercettazioni era compatibile con quanto affermato da un giornale americano e da alcuni ricercatori di altri zone del mondo, secondo cui l’URSS avrebbe lanciato e perduto nello spazio un enorme satellite con tre astronauti a bordo, il lancio sarebbe avvenuto il 14 ottobre, e segnali trasmessi dalla nave cosmica sono stati captati a Tokio, Dakar, Sidney e Bochum. L’istituto giapponese di ricerche sulle onde radio hanno calcolato che l’astronave era stata collocata su un’orbita situata tra i 400 e i 480 km, cioè la più alta che sia mai stata tentata. Gli scienziati pensarono che l’orbita fosse troppo alta e che la nave cosmica si sia persa nello spazio.

Altri voli spaziali senza ritorno

Tra il settembre ed il novembre 1962 i fratelli Judica Cordiglia captano una serie di segnali provenienti da voli spaziali sovietici molto ravvicinati tra loro, tutti non dichiarati da Mosca e quindi probabilmente tutti finiti in fallimenti.

Il segnale del primo di questi fu intercettato il 6 settembre dai due fratelli ed anche da una stazione di ascolto svedese. Il 17, 18 e 19 ottobre fu intercettato dallo spazio un altro segnale ed anche una voce di un uomo. La situazione si ripeté nei giorni dall’8 al 12 novembre dello stesso anno. Tutte queste intercettazioni furono confermate anche dagli americani.

L’ultima intercettazione di un volo spaziale senza ritorno

Il 13 aprile 1964 i fratelli Judica Cordiglia intercettarono comunicazioni relative a esperimenti spaziali che cominciarono a Terra e finirono nello spazio il 25 aprile. Le registrazione è frammentaria, ma contiene più voci umane, tra cui una femminile, e nelle ultime battute si conclude con la voce femminile che chiama inutilmente la base di Terra, la quale non risponde più.

Le accuse russe

L’Unione Sovietica era apertamente adirata contro i fratelli Judica Cordiglia  e nel 1965 diramò un comunicato contro di loro dove li si definiva imbroglioni. Tuttavia, i due fratelli replicarono dimostrando che le informazioni diffuse erano tutte documentate scientificamente ed ottenute con metodi altrettanti scientifici, tra l’altro le ricezioni erano avvenute in presenza di testimoni, e dimostrarono che erano realmente esistiti gli astronauti scomparsi nelle tragedie e che l’URSS definiva inesistenti.

In conclusione

Successivamente si verificarono ancora altri disastri legati alle missioni spaziali, ma l’Unione Sovietica decise di renderli pubblici almeno in parte, come l’incidente della Soyuz 1 del 1967 e l’incidente della Soyuz 11 del 1971. Da notare che ci furono anche 7 cosmonauti sovietici scomparsi nel nulla o espulsi misteriosamente dal corpo degli astronauti, ed inoltre alla fine degli anni’50 ci sono forti indizi che dei cosmonauti russi morirono durante dei voli suborbitali.

Probabilmente avevano capito che era impossibile nascondere certe cose con tutti i centri di ascolto situati nel mondo.

Un Mio personale pensiero và a tutti gli Eroi dimenticati dello Spazio.
Massimo
Massimo
Massimo